Cosa è il Public Speaking?

Roma, 11 settembre 2018 - Ne sento davvero di tutte e in questo post, esattamente come farò nel corso con Massimo Lico, mi propongo di fare un po’ di chiarezza sul tema. Public Speaking letteralmente significa parlare in pubblico. In senso più ampio il Public Speaking racchiude anche la comunicazione uno a uno e quella davanti alla videocamera, propriamente definita “Video Public Speaking”.

Certamente sul mercato esistono molti approcci al mondo del parlare in pubblico e spesso il concetto del “Public Speaking” viene frainteso...

Alcuni professionisti, come attori, doppiatori e vocal coach, fanno talvolta coincidere il “Public Speaking” con il saper usare bene la voce, conoscere la dizione corretta, la respirazione, l’uso del corpo. Altri professionisti, focalizzati sull’aspetto più psicologico, fanno coincidere il “Public Speaking” con la capacità di controllare il proprio stato d’animo, dominando le fastidiose interferenze interne che spesso ci portano ad agitarci e a non performare al meglio quando siamo sul palco o davanti alla videocamera.

La domanda che devi sempre fare al professionista con il quale ti interfacci è: Cosa intendi con Public Speaking, tu?
Per quanto riguarda il mio approccio al Public Speaking, esattamente come avrai modo di constatare nel corso che terrò con Massimo il 9 e 10 novembre a Milano, è COMPLETO.

Nel senso che con me acquisisci un metodo preciso per:
✅ preparare i tuoi discorsi e le tue presentazioni
✅ scrivere i tuoi discorsi
✅ usare la respirazione e la voce
✅ tenere a bada l’ansia
✅ assicurarti di far sentire coinvolti tutti i tipi di personalità presenti nel pubblico, attraverso il metodo TTI Success Insights®.

➡ Importante precisazione: Per quanto riguarda la parte “respirazione e voce” non sarò io in prima persona nel corso a spiegarti cosa fare, bensì la bravissima doppiatrice televisiva e radiofonica Marlene De Giovanni.
La mia promessa è quella di farti acquisire un metodo per ciascuno dei punti sopraelencati, in modo tale che tu possa diventare autonomo nella preparazione dei tuoi discorsi.
In questo articolo, oltre a darti quella che è la mia specifica definizione di “Public Speaking”, voglio condividere con te la bellissima esperienza che ho vissuto la scorsa settimana, quando ho fatto un’intera giornata di Public Speaking Coaching a un imprenditore della provincia di Milano.

Giulio, abituato a tenere da sette anni la stessa identica presentazione davanti allo stesso tipo di pubblico (composto da donne appassionate di cucito), mi ha subito detto “Chiara, ho voglia di stravolgere la presentazione. Sono annoiato di sentirmi dire sempre le stesse cose. Ascolta la presentazione e dimmi cosa posso cambiare”.
Ho subito bloccato Giulio, perché sarebbe stato sbagliato partire da dove voleva lui.
Per fare un lavoro ben fatto, prima di tutto bisogna disegnare insieme la strategia dello speech! Poi si pensa a sistemare il discorso e a come esporlo nel migliore dei modi.

Quindi, con Giulio, come è mia prassi fare, ho seguito scrupolosamente le tre fasi del mio Metodo, il Metodo Parlare Chiaro ™.

✅ Fase numero 1: STRATEGIA
Ho fatto una serie di domande a Giulio, mirate a capire bene quale fosse l’obiettivo della sua presentazione e a capire il dialogo interiore del pubblico (in modo da poterne ricalcare i bisogni e prevenire le possibili obiezioni)

✅ Fase numero 2: PREPARAZIONE DEL DISCORSO
Ho insegnato a Giulio il Metodo del Partenone™, aiutandolo a strutturare i suoi contenuti in modo semplice e accattivante. Partendo sempre dal corpo e solo alla fine preparando l’apertura e la conclusione.

Fase numero 3: ESERCITAZIONE
Ho fatto provare la presentazione a Giulio per potergli dare feedback costruttivi.
Un feedback è costruttivo quando dà al destinatario indicazioni precise su ciò che già sa fare bene e su ciò che potrebbe migliorare nella sua performance.

Nel caso di Giulio, le due grandi aree di miglioramento si sono rivelate:

  • l’uso delle pause e della modulazione della voce
  • l’interazione con il pubblico.

Giulio era abituato a iniziare a parlare subito, appena arrivato sul palco, senza concedere al pubblico di percepire prima la sua presenza (e la sua autorevolezza) attraverso il silenzio.

Giulio era abituato a parlare a raffica e con tono uniforme. L’ho dunque invitato a marcare con la voce le varie fasi del suo speech, così da evitare che l’audience (esattamente come stava succedendo a me) si sentisse smarrita durante l’esposizione.

Giulio era abituato a esporre la sua presentazione in modalità “monologo”, senza interagire minimamente col pubblico. Uno speech per essere davvero efficace e coinvolgente deve far sentire il pubblico coinvolto! Domande come: “A chi di voi è capitato di…?”, “Quali sono le vostre esperienze in merito…?” sono fondamentali!

Quello del miglioramento del Public Speaking è un PROCESSO.

Non posso dirti che dopo il mio corso sarai immediatamente diventato l’Obama del Public Speaking. Posso solo assicurarti che non ti sentirai più smarrito davanti a un foglio bianco, che non avrai più dubbi su come strutturare il tuo speech per raggiungere il tuo obiettivo e che avrai capito come usare le mani, le braccia e i movimenti del corpo. Poi, per diventare sempre più bravo, ti dovrai esercitare, finché applicherai il mio Metodo inconsapevolmente e in modo fluido.

Ti aspetto al corso! Insieme ad altri Imprenditori, Manager e Professionisti ambiziosi come te avrai modo di testare su di te la semplicità e l’efficacia del mio Metodo Parlare Chiaro™!

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